PALERMO by night

COSA CI ASPETTIAMO DI VEDERE:

 

PORTA FELICE - La porta verso il mare:
Porta Felice fu costruita nel 1582, ai tempi del viceré spagnolo Marcantonio Colonna, in onore della moglie Donna Felice Orsini. Ma i lavori andarono per le lunghe e i successori del Colonna non si curarono di continuare i lavori, tutto rimase fermo fino al 1602, fino a quando il viceré, il duca di Ferla, decise di continuare la costruzione della Porta, incaricando l’architetto del Senato Mariano Smiriglio.
Nel 1636, alla morte di Smiriglio, venne nominato architetto del progetto di Porta Felice, Pietro Novelli, che ne modificò ancora il progetto iniziale, specialmente nella parte superiore, che rimase aperta. Nella direzione dell’opera subentrò anche Vincenzo Tedeschi, rivale del Novelli,  che tentò di evidenziare alcuni errori tecnici, ma in realtà quasi nulla fu cambiato. La costruzione di Porta Felice si concluse nel 1637, altre migliorie furono apportate negli anni successivi., Porta Felice è uno dei simboli della città di Palermo, in particolare per la processione

in onore di Santa Rosalia, patrona della città. Da qui, infatti, viene fatto passare il carro del Festino di Santa Rosalia, in direzione del mare. 

 

LA KALSA
Il cuore del dominio arabo.  La Kalsa, sorse nel X secolo sotto il dominio arabo. Il nome deriva dal termine al Khalisa, che significa la pura o l’eletta, ed è il primo quartiere costruito esternamente alle antiche mura, così da creare un altro polo difensivo e al di fuori del vecchio centro.
Il quartiere conteneva al suo interno la cittadella fortificata dell’emiro, ed era infatti il quartier generale della vita amministrativa durante la dominazione araba. Nel periodo medievale sorsero case e palazzi al posto degli originari orti e giardini e questo fece sì che la borgata si espandesse e a partire dalla dominazione normanna,subì ulteriori mutazioni. Furono abbattute le vecchie mura arabe e fu costruito il Castello a mare, a scopo difensivo. Oggi la Kalsa rappresenta un quartiere popolare molto pittoresco, in cui si respira ancora l’antica cultura araba, avvolta  da  forti profumi speziati provenienti da chioschi e ristoranti dislocati lungo la strada. 

 

PIAZZA MAGIONE
Ai confini del quartiere ebraico. Situata nel quartiere della Kalsa, il nome deriva dall’omonima chiesa, con antico convento annesso, che sorge nei pressi della piazza. Un tempo era un punto di riferimento per la comunità ebraica, che vi costruì degli orti e giardini fondamentali durante i periodi di carestia. Le caratteristiche di questa parte del centro storico della città sono state stravolte a causa dei violenti bombardamenti della seconda guerra mondiale, che ne distrussero completamente i palazzi che la circondavano. Oggi è possibile osservare i resti dalle fondamenta restaurate degli edifici preesistenti. Questo luogo è importante per i palermitani, non solo perché oggi è un punto di ritrovo
per i giovani, ma anche perché fu qui che gli eroi anti-mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si conobbero da bambini, giocando a pallone per i vicoli della Kalsa.

PIAZZA RIVOLUZIONE
Da Garibaldi all’Unità d’Italia. Questa piazza è il cuore del Risorgimento palermitano e il simbolo della lotta contro i Borboni. Il primo moto di rivolta, che spianò la strada per l’unità d’Italia, avvenne proprio qui nel 1820, poi di nuovo il 12 gennaio 1848. Il 27 maggio 1860 Garibaldi, entrato dalla vicina Porta di Termini, sostò nel vicino palazzo Ajutamicristo e fu in questa occasione che la piazza prese il nome di Piazza
Rivoluzione. Oggi possiamo osservare diverse lapidi commemorative che ricordano gli eventi storici in essa avvenuti. Al centro della piazza si trova una delle rappresentazioni più famose del Genio di Palermo, protettore laico della città, risalente al 1687. Questi, di solito, è rappresentato come un uomo anziano coronato con una serpe che si nutre al suo petto.

 

BASILICA DI S. FRANCESCO D’ASSISI
Una rara gemma ricca di opere d’arte. La sua costruzione risale al 1254, sui resti di una chiesa precedente distrutta nel 1240
dall’imperatore Federico II, e si concluse attorno al 1277. La parte più integra della chiesa è certamente la sua superba facciata di gusto tardo- romanico. Possiamo ammirare lo stupendo e imponente portale trecentesco dove troviamo le insegne della potente famiglia dei Chiaramonte che ne furono i committenti e i motivi a zig-zag, tipici dell’arte islamica. Al suo interno sono presenti opere di artisti importantissimi per il rinascimento italiano e siciliano come Domenico Gagini. Tra il XVII e il XVIII secolo fu arricchita con stucchi di Giacomo Serpotta, affreschi e soprattutto con la cappella dell’Immacolata, una delle opere più rappresentative del barocco palermitano,
col suo fastoso addobbo di marmi mischi policromi di squisito disegno. La basilica duecentesca fu sconvolta nel 1823 da una scossa di terremoto e fu rimessa a nuovo con vesti neoclassiche. Nella seconda metà dello stesso secolo, però, fu ancora una volta dilaniata
dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Grazie alla dedizione dei padri francescani risorse, con uno stile più semplice nudo, ma ricco di opere d’arte d’inestimabile valore accumulate attraverso i secoli.